Il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) è l’ente pubblico nazionale italiano dedicato alla ricerca applicata, all’innovazione e alla sperimentazione nel settore agroalimentare e forestale. Nato nel 2015 dalla fusione di vari istituti, conta 48 centri di ricerca distribuiti sul territorio, oltre 6.000 dipendenti tra ricercatori, tecnici e amministrativi, e un budget annuo di circa 500 milioni di euro, finanziato principalmente dal MIUR e dal MIPAFF. Opera in 10 dipartimenti tematici, coprendo genomica, zootecnia, olivicoltura, cerealicoltura, economia agraria e sostenibilità ambientale.
Struttura e missione generale
Strutturato in dipartimenti come Agricoltura e Ambiente, Alimenti e Nutrizione, Foreste e Politiche e Bioeconomia, il CREA genera conoscenze scientifiche trasferibili a imprese, PA e filiere. Produce linee guida, varietà certificate, prototipi tecnologici e analisi economiche, supportando politiche UE come PAC, Farm to Fork e Green Deal con studi su competitività e resilienza.
Importanza specifica in smart agriculture e precision farming
• Progetti nazionali chiave: Coordina AGRIDIGIT e “Tecnologie digitali integrate per produzioni agroalimentari sostenibili”, focalizzati su IoT per monitoraggio real-time (suolo, acqua, clima), big data analytics, machine learning per previsioni fenologiche e telerilevamento satellitare/droni per mappe NDVI e stress idrico/nutrizionale.
• Sviluppo di piattaforme DSS: Crea sistemi decisionali (Decision Support Systems) per irrigazione/fertirrigazione settoriale, gestione parassiti predittiva e ottimizzazione input variabili (VRT), testati su frutteti, vigneti e cereali italiani, con riduzioni del 20-30% in acqua/fertilizzanti.
• Trasferimento tecnologico: Demo farm, linee guida operative e collaborazioni con aziende (es. cluster Agrifood) per retrofit 4.0 di impianti esistenti, integrando GIS, robotica e AI per smart farming scalabile.